ULTRA’ CONTRO IL GIORNALISTA VERNAZZA. “SIAMO VICINI AL COLLEGA, ORA UNA REAZIONE COMPATTA E SENZA DISTINGUO”

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Il Gruppo cronisti lombardi esprime la propria solidarietà e vicinanza ai giornalisti della Gazzetta dello Sport e al collega Sebastiano Vernazza oggetto dell’ennesima “rappresaglia” degli ultrà dell’Atalanta per un articolo “non gradito” pubblicato sul magazine della Gazzetta SportWeek. “Abbiamo assistito, ancora una volta sconcertati, alla vergognosa manifestazione degli ultras bergamaschi contro un collega ‘colpevole’ d’aver scritto un articolo ‘non apprezzato’ nei confronti del capo della tifoseria organizzata dell’Atalanta, peraltro personaggio non nuovo a reazioni violente nei confronti dei giornalisti – spiega il presidente del Gruppo cronisti lombardi, Cesare Giuzzi -. Quanto successo sabato in via Rizzoli testimonia ancora di più come l’opera di generale delegittimazione del ruolo dei giornalisti nel nostro Paese consenta a presunti tifosi di organizzare una ‘rappresaglia’ contro chi non si allinea alle vergognose regole imposte da una parte della tifoseria bergamasca. Il Gruppo cronisti lombardi è vicino a Sebastiano Vernazza e a tutti i colleghi della Gazzetta dello Sport”. Purtroppo scene simili si verificano con cadenza quasi quotidiana in molte realtà del cosiddetto calcio minore, dove i cronisti sportivi “sgraditi” vengono messi alla gogna dai gruppi ultrà e in alcuni (non rari) casi sono vittime di aggressioni e intimidazioni. Situazioni che spesso passano sotto un generale e colpevole silenzio. “Questi episodi non hanno niente a che fare con lo sport. Oltre alla necessaria vigilanza delle Istituzioni serve una ‘rivoluzione’ culturale che deve partire in primis dal mondo dell’informazione – conclude Giuzzi -. L’indignazione e la presa di posizione di fronte a questi episodi deve vedere l’assoluta compattezza di tutta la categoria, editori compresi,  senza eccezioni e distinguo, come purtroppo abbiamo visto in passato”.

Qui la cronaca di quanto accaduto e il comunicato dei giornalisti della Gazzetta

 

Ultrà dell’Atalanta in Gazzetta contro il giornalista Vernazza: Striscione, cori e fumogeni. La solidarietà 

Una cinquantina di ultrà dell’Atalanta della Curva nord si è presentata sabato mattina poco dopo le 11 davanti alla sede di RcsMediagroup che ospita La Gazzetta dello Sport in via Rizzoli, a Milano. Il gruppetto ha legato agli alberi davanti alla portineria un grande striscione dove campeggiava uno slogan contro il giornalista della «Rosea» Sebastiano Vernazza. Sono stati accesi fumogeni e si sono sentiti dei cori offensivi all’indirizzo dello stesso giornalista. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di polizia Lambrate, uomini dell’Ucigos e i carabinieri della stazione di via Palmanova. La manifestazione è durata all’incirca una trentina di minuti. Prima di andarsene gli ultrà hanno consegnato un volantino nel quale tentavano di spiegare i motivi del loro gesto accusando il giornalista per un articolo uscito sul settimanale SportWeek sabato 27 febbraio. Ecco l’articolo

Atalanta, se i bambini omaggiano il capo ultrà

A Bergamo marcia di solidarietà per il “Bocia”, condannato a 18 mesi di sorveglianza speciale: ha minacciato il capo della Digos locale, aggredito un giornalista, picchiato un ragazzo e ordinato il pestaggio di un giornalista

Sabato 20 febbraio a Bergamo si è tenuta una marcia per esprimere solidarietà al Bocia, all’anagrafe Claudio Galimberti, leader degli ultras dell’Atalanta, condannato al regime di sorveglianza speciale per 18 mesi: in pratica non può uscire la notte dalle 22 alle 6. Mentre scriviamo, non conosciamo l’esito del ricorso inoltrato dall’avvocato del “sorvegliato”. Il Tribunale di Bergamo ritiene il Galimberti un individuo pericoloso: negli ultimi tempi il capopopolo ha minacciato il capo della Digos locale («Ti ammazzo!»), aggredito un giornalista, picchiato un ragazzo che lo aveva redarguito mentre imbrattava un muro, ordinato il pestaggio di uno juventino. Le più recenti malefatte di un soggetto che da anni ne combina di ogni. Eppure centinaia di bergamaschi – 1.600 secondo gli organizzatori del corteo, 700 per la Questura – hanno sfilato lungo il percorso stabilito. L’errore più grande che si possa commettere è credere che Bergamo stia col Galimberti. Quella di sabato 20 è stata la protesta di una minoranza, gran parte della città non ne può più del Bocia. Non prendiamo posizione contro la sfilata, il diritto alla protesta è sacro, se esercitato nei limiti della legge. Ci preme evidenziare un’altra cosa. L’edizione di Bergamo del Corriere della Sera ha scritto che nelle ultime file camminavano bambini muniti di bandierine e nel leggere queste righe ci sono ritornate in mente le parole di Ezio Vendrame, geniale calciatore degli Anni 70, poeta e scrittore: «Quando allenavo nei settori giovanili, sognavo di avere una squadra di orfani». I genitori nel calcio, che problema.

La solidarietà dei colleghi

IMG_1909“La redazione della Gazzetta dello Sport – attraverso il Comitato di redazione -esprime solidarietà al collega Sebastiano Vernazza, preso di mira da un gruppo di ultrà dell’Atalanta soltanto per avere fatto il proprio lavoro. Secondo i circa 50 tifosi che ieri mattina si sono presentati a Milano, davanti all’ingresso della nostra sede, il giornalista della Gazzetta sarebbe colpevole di avere scritto un commento critico nei confronti dei genitori che hanno portato i figli a un corteo di solidarietà per un capo ultrà nerazzurro colpito dal provvedimento di sorveglianza speciale. E per questo motivo, quindi, meritava non solo una lettera di critiche ma anche uno striscione irrispettoso, cori offensivi, fumogeni, copie della Gazzetta gettate in strada a mo’ di spregio. Una sorta di «sfida» al nostro collega e al nostro giornale. Bene, la redazione della Gazzetta, finita già altre volte nel mirino degli ultrà atalantini, non può accettare un comportamento del genere e risponde così: non ci facciamo offendere, non ci facciamo spaventare in casa nostra, non ci facciamo insegnare il modo in cui dobbiamo lavorare. E a quel gruppo di tifosi che ha scelto di passare la mattinata a insultarci diciamo che Sebastiano Vernazza continuerà come sempre a fare il suo lavoro, cioè informare i lettori e commentare i fatti sportivi più rilevanti. E che lo stesso, ovviamente, continuerà a fare la Gazzetta con l’autonomia e l’autorevolezza che la contraddistingue da 120 anni. Anche se a qualche tifoso questo non piacerà”