L’UNCI CONTRO LA RIFORMA DELLE INTERCETTAZIONI. GALIMBERTI: “PROVVEDIMENTO INUTILE, VIZIATO E OFFENSIVO. MI AUGURO FINISCA COME AL SOLITO SU UN BINARIO MORTO”

Alessandro-Galimberti-e1431201947401“La riforma sulle intercettazioni e’ inutile, dannosa, e oltretutto basata su presupposti fasulli. Mi auguro che l’ennesimo tentativo di normalizzare l’informazione finisca ancora una volta su un binario morto”. Il presidente nazionale dell’Unci, Alessandro Galimberti (foto), ha chiuso con questa dichiarazione il convegno “Intercettazioni tra diritto di cronaca e rispetto della privacy” organizzato dalla sezione UNCI di Siracusa, che ha visto la partecipazione tra gli altri del procuratore aggiunto di Siracusa, Fabio Scavone, del presidente della Camera penale di Siracusa, Giuseppe Cristiano, e del vice presidente dell’Unci, Leone Zingales, e che si è svolto sabato scorso nei saloni dell’Istituto di Scienze criminali a Siracusa. “Ammesso ci siano stati abusi in passato nella pubblicazione di intercettazioni, fatti peraltro episodici e immancabilmente sanzionati da tribunali civili – ha aggiunto Galimberti – ciò è solo il solito pretesto per tentare la normalizzazione del diritto/dovere di cronaca. Pensare di regolare per legge che cosa un giudice può scrivere in un provvedimento giudiziario, e in seconda battuta ciò che il giornalista può pubblicare, e’ illusorio, oltre ad essere gravemente offensivo dell’autonomia di due ruoli cardine nel funzionamento di una democrazia”.

Secondo il procuratore aggiunto di Siracusa, Fabio Scavone, il dibattito su come limitare la divulgazione delle intercettazioni e’ fortemente datato, considerate le nuove forme di captazione del tutto estranee al circuito e alle garanzie giudiziarie. Scavone ha inoltre sottolineato come il concetto di privacy non venga mai associato a quello di condizioni sociali emarginate, risolvendosi sempre in un dibattito di salvaguardia della classe dirigente.

Per il presidente della Camera penale di Siracusa, Giuseppe Cristiano, la questione delle intercettazioni va giocata con un patto di lealtà e di deontologia che coinvolga tutti gli attori della partita, avvocati, magistrati e giornalisti, ma senza incidere sulle leggi attualmente in vigore.Il Vice-Presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales nel suo intervento, ha ricostruito alcune delle più importanti inchieste degli ultimi anni, e ha sottolineato il ruolo fondamentale delle intercettazioni nell’individuare gli autori e i mandanti di reati, e quello dei giornalisti nella divulgazione di tali risultati.