GALIMBERTI: RIFORMA DELLA DIFFAMAZIONE, VIA LE MAXIMULTE CHE SONO IL VERO BAVAGLIO ALLA LIBERTÀ DI INFORMARE

Roma, 14 dicembre 2016 “La riapertura del percorso parlamentare del ddl sulla diffamazione, annunciata oggi dal presidente della commissione Giustizia del Senato, Nino D’Ascola,  è un’occasione imperdibile per rimediare ai tanti errori dell’intervento legislativo da troppi anni giacente in Parlamento”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Unione nazionale cronisti, Alessandro Galimberti, a margine del convegno sulle querele temerarie organizzato dalla Federazione della stampa e da articolo 21. Secondo Galimberti, in particolare, è assolutamente da rivedere il meccanismo sanzionatorio che dovrebbe sostituire il carcere per la diffamazione: “Porre una pena pecuniaria a carico del giornalista in una forchetta da 5 a 50 mila euro significa ottenere una censura certa, anzi, una autocensura – ha detto il presidente dell’Unci – nessun giornalista in Italia oggi è in grado di assumersi questa obbligazione che va a colpire errori spesso neppure imputabili ai cronisti, ma alle fonti. Piuttosto pensiamo di mantenere il carcere per le campagne di diffamazione dolose, seriali e organizzate, ma abbassiamo le multe a livelli sensati e proporzionali, come del resto ci insegna la Corte UE”.

L’Unci si è impegnata a elaborare, di concerto con la FNSI , proposte di legge anche in materia di querele temerarie e di diritto all’oblio ” la vera minaccia giudiziaria per i cronisti nei prossimi anni” ha aggiunto Galimberti.